Colonnello Buonasera
April 21st, 2008 by Candidus
Nel 1938 cominciavano le trasmissioni BBC di Radio Londra in lingua italiana volte a contrastare la propaganda nazi-fascista e successivamente a trasmettere messaggi speciali e cifrati destinati alle unità partigiane in Italia.
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Silvio Berlusconi, durante la campagna elettorale 2008:
“Noi diciamo che le intercettazioni, come dice l’Europa, possono essere consentite soltanto quando si tratta di indagini relative a gruppi di terrorismo o organizzazioni criminali”. Lo ha detto il candidato alla presidenza del Consiglio Silvio Berlusconi.
“Nelle indagini per gli altri reati – ha detto il leader del Pdl - le intercettazioni non sono consentite. Pena, per chi le ordina e chi le fa, 5 anni di galera, per chi le diffonde 5 anni di galera, e per chi le pubblica, editori di giornali e televisioni, salatissime multe“.
“Ciò che sostengo non è nulla di strano, è quello che si fa negli altri paesi, dove c’è un più altro sentimento di libertà”. (fonte Rai News 24)
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Di seguito un messaggio del Colonnello Buonasera da Radio Londra (1941).
(H. Stevens, Listener All., “Short Italian News Comment” 269, 22 aprile 1941, 22.40 (Bbcn s.I.b. 5).)Buona sera.
Due mesi di arresto e mille lire di multa colla condizionale: è questo il prezzo, per ogni cittadino italiano incensurato, dell’abbonamento alle trasmissioni di Radio Londra, oltre al canone annuale dell’EIAR e all’eventuale confisca dell’apparecchio, se questo è di proprietà del nostro ascoltatore. Il prezzo è caro, ne conveniamo, ma non siamo noi a trarne profitto; e, d’altronde, il numero crescente dei nostri ascoltatori dimostra quanto siano vaste le categorie di italiani che affrontano questo rischio per ascoltarci.
Non vi è esortazione della stampa o delle autorità fasciste, non vi è minaccia di pene, non vi è sanzione effettiva che possa circoscrivere o fermare questo continuo allargarsi della massa di nostri ascoltatori in Italia. Nel Nord e nel Mezzogiorno, nel centro e nelle isole, nelle città e nelle campagne, in montagna o sul mare, non vi è un centro abitato nel quale la voce di Radio Londra non sia ascoltata; furtivamente eppure con intensa attenzione, colla emozione di fare ciò che è proibito e di preservare qualche cosa di caro.
In ogni grande casamento cittadino, a una data ora del giorno o della sera, vi è almeno una radio il cui altoparlante parla sommesso come un sussurro. È l’ora di Radio Londra: e il capo-fabbricato non deve sapere, per quanto, forse, sia occupato ad ascoltare anche lui.
Si mandano i bambini a letto; perché non parlino l’indomani a scuola e qualcuno faccia la spia al maestro, e il maestro faccia la spia al fiduciario rionale. Se una visita batte alla porta, la radio viene spenta di colpo. Si spengono i lumi a volte; come se l’oscurità dovesse attutire il suono; si ascolta alla cuffia; si adoperano antenne portatili orientandole in modo da favorire la ricezione ed eliminare le rumorose interferenze delle stazioni fasciste; e quando si può ascoltare perfettamente il segnale è come un trionfo.
Lo stesso avviene nei piccoli centri rurali dove il radioamatore, coraggioso e ammirato, è, magari, uno solo; e tutti sanno chi è; e nessuno lo dice; e tutti attendono da lui notizie: le vere notizie, i ragionamenti politici, i veri ragionamenti. Forse è l’albergatore, forse il farmacista, forse il dottore; comunque, una persona fiera di compiere un atto di coraggio e di intelligenza che lo distingue dal gregge di coloro che non osano e coi quali, nel giorno delle celebrazioni, egli è costretto a confondersi indossando la stessa uniforme nera e lo stesso berretto alla tedesca. Il maresciallo dei carabinieri lo sa; ma sorride sornione, pensando che forse non è lontano il giorno in cui questi isolati detteranno legge.
Questo fenomeno generale e profondo inquieta il regime fascista, perché forse è l’unica forma di protesta possibile contro il regime. Protesta muta, anche se non sorda; spontanea, anche se inorganica; concorde, anche se sgorga da sentimenti diversi e contrastanti; vasta, anche se composta da elementi individuali; e progressivamente sempre più vasta, più concorde, più spontanea.
Non è merito nostro, di noi che lavoriamo giorno e notte qui a Londra per informare il pubblico italiano di quanto avviene nel nostro paese e nel mondo: noi cerchiamo soltanto di avvicinarci alla realtà dei fatti, e di ragionare con sincerità e buon senso. Ma sappiamo che l’Italia ha sete di verità e di senso comune; e non è possibile allontanare dall’acqua le labbra degli assetati.
Due mesi di arresto e mille lire di multa sono troppo pochi per questi imputati; e di più sarebbe troppo per i giudici.Buona sera.
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May 1st, 2008 at 12:16 am
Cosa centra il sentimento di libertà con le intercettazioni?
Libertà di tenersi i propri segreti che tutti i cittadini invece dovrebbe sapere, specialmente quando si tratta di evasione, corruzione, ecc?
Siamo pazzi, l’Unione Europea o altri politici europei non hanno detto niente a riguardo? Com’è realmente la faccenda in Europa?
May 2nd, 2008 at 1:28 am
Negli altri paesi Europei la faccenda non si pone: se una intercettazione viene pubblicata (anche se fatta illegalmente) viene giudicata nel contenuto: se è di rilevanza politico/sociale il reo viene incriminato, poi vengono incriminati anche quelli che hanno fatto l’intercettazione illegale se scoperti. Se intercettano me, io non ho niente da celare, di sicuro i miei fatti privati non interesserebbero a nessuno; se però sono un politico e sto facendo del malaffare per telefono, l’intercettazione è sacrosanta come il dovere di informare l’opinione pubblica!
Il mafioso di Arcore vuole annullare le intercettazioni per tutti, meno che per mafia e terrorismo: così restano fuori politici, imprenditori e delinquenti comuni.
Ho ripreso la lettera del Col. Buonasera perchè è accostabile alle dichiarazioni di intenti del mafioso di Arcore sulle prossime misure che intenderà prendere il suo governo, che sono a colpo d’occhio contro la democrazia e la libertà.